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Tradizione
Perpetua
Quando una complicazione inizia a scrivere la storia di una Maison ancora prima che questa venga fondata. Il nuovo Royal Oak Calendario Perpetuo di Audemars Piguet. L’ultimo capitolo di un successo in moto continuo
DI Valentina Ceriani - FOTO DI Roberto Sorrentino. Tecnica di Alberto Uglietti

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Quando qualcosa ce l’hai nel Dna, è inevitabile che ogni sua forma di espressione sarà sempre la dimostrazione di quello che si definisce un talento innato. Un impeccabile esercizio di conoscenza, che il tempo trasforma in tradizione, consegnando alla storia, nel caso di una grande Maison orologiera, importanti capolavori di tecnica. Come il Calendario Perpetuo per Audemars Piguet. In realtà questo è un legame che risale addirittura a prima che il marchio nascesse, quando uno dei fondatori, Jules Louis Audemars, mise a punto un tasca in oro rosa con calendario perpetuo.

 

«Dunque, una maestria e una competenza tecnica proprie dei fondatori, che permisero alla manifattura di continuare la produzione e lo sviluppo del calendario perpetuo» racconta Claudio Cavaliere, global brand ambassador di Audemars Piguet. Così nel 1955 la Maison di Le Brassus iniziò la produzione della prima serie al mondo di orologi da polso con questa importante complicazione. Un complesso strumento di micromeccanica, oggetto di reinterpretazioni tecniche ed estetiche capace di raccontare ogni volta nuovi codici.

 

 

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