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Sostantivo

maschile

Sneaker, mocassino, stivaletto marcano il territorio d’appartenenza e definiscono lo stile nei diversi momenti della giornata. Perché per Gianvito Rossi è l’occasione a fare la scarpa dell’uomo e ogni modello «è pensato qui e ora, e studiato per restarci»

DI VALENTINA CERIANI
Tempo medio di lettura: 5' 20''

Gianvito Rossi, figlio d’arte (il padre è Sergio Rossi), fonda la sua azienda nel 2006 a San Mauro Pascoli (Fc) e presenta la prima collezione donna per la primavera-estate 2007. Nel 2015 debutta nel mondo della scarpa maschile.

 

Se la décolleté con stiletto 10,5 cm sta alla donna, la sneaker in pelle bianca sta all’uomo. Parola di Gianvito Rossi. Apro una piccola parentesi per tutte le donne che stanno leggendo: sì, proprio quel Gianvito Rossi. L’uomo che ha dato il suo nome a quella che per lui è l’assoluto della scarpa femminile, la pump, e la Gianvito, che fa parte dei grandi classici che non si può non avere, calza a pennello questo ruolo. Un profondo gusto estetico e il rispetto per l’etica hanno delineato il profilo della complice prima della femminilità. Così, mentre lei sale sui tacchi, lui indossa una sneaker, che per Gianvito Rossi è l’assoluto della scarpa da uomo oggi e il modello con cui nel 2015 ha mosso il primo passo nell’universo della calzatura maschile. «Volevo che il punto di partenza fosse il riflesso dei tempi che stiamo vivendo», spiega Rossi. E così ecco la Low Top, il cui nome ne suggerisce l’essenza, mentre l’aspetto ci restituisce il senso di appartenenza: i codici sono quelli del marchio, linearità e pulizia.

 

La Low Top ha rappresentato il punto di partenza della collezione creata da Gianvito Rossi. I codici sono quelli del marchio, linearità e pulizia.

 

«Non potrei fare diversamente», continua il direttore creativo. «Quello che invece ho dovuto cambiare rispetto al mondo femminile è stato il modo di pensare alla collezione uomo. Se nella donna c’è una continua ricerca di novità, figlia del sistema moda che impone nuovi stimoli ogni sei mesi, per l’uomo non parlo di collezione ma di continuativi, di modelli pensati qui e ora e studiati per restarci. Nell’universo maschile la sfida sta nel mettere a punto lo stile», che per Gianvito Rossi passa attraverso la sneaker, il loafer Marcello, scamosciato e interprete di diverse variazioni sul tema colore, e lo stivaletto Oliver. è proprio quest’ultimo che esplora nuovi territori: guarda all’inverno, perché comunque, come ci ricorda Rossi, «la quotidianità dell’uomo è fatta di momenti, e ciascuno di questi deve avere la scarpa giusta. Così, come quando nel progettare la sneaker ho pensato soprattutto a ciò che avevo bisogno io come uomo, con Oliver e con gli altri modelli del prossimo autunno-inverno ho voluto rispondere all’esigenza di chi nel week-end va per esempio in montagna e non vuole una scarpa tecnica, ma una che vesta con stile quel momento».

 

La proposta uomo di Gianvito Rossi attualmente è composta da otto modelli, dove il comune denominatore sta in un coinvolgimento totale dal punto di vista tecnico e progettuale. Peso, flessibilità, funzionalità e, naturalmente, bellezza: quel concetto di etica ed estetica di cui parlavamo, che Rossi ha saputo traghettare dall’universo femminile a quello maschile. Certo, l’approccio cambia, ma le regole no. «La donna è più ricettiva, l’uomo più rigido. La donna ama osare, l’uomo vorrebbe farlo ma non sempre riesce. Ci vuole grande personalità, cultura, l’arte di saper scegliere per affermare la propria identià», dice. «Non mi piace la moda impositiva di oggi, che vede tutti vestiti uguali e dove quel che conta è il logo. Viviamo subendo una pressione sociale e mediatica che porta a non scegliere e trovare rifugio dietro canoni estetici sicuri. Io cerco di rompere questo schema con una proposta che sia in grado di dare personalità, di valorizzare la figura. Il mio uomo ha una presenza forte». 

Per Gianvito Rossi, se le collezioni donna sono scandite dalle stagioni, l’universo uomo è caratterizzato da proposte studiate per diventare modelli continuativi: sopra, novità dell’autunno-inverno, Stivaletto Oliver 100% suede, con elastici laterali e stringhe frontali (790 euro).

Sopra, Marcello, mocassino in suede declinato in verde: «Il camoscio è tra i materiali che prediligo nell’uomo perché il ritorno di colore su di esso è molto bello» (590 euro). Le boutique Gianvito Rossi dedicate all’uomo sono due, una a Milano e una a Parigi (gianvitorossi.com).

 

Vitelli e camosci si declinano in forme interpreti del gusto e dell’arte del saper fare italiani: «Realizzando linee molto pulite, il colore è per me essenziale per dare quel tocco che fa la differenza. Non è nulla di sgargiante, ma toni decisi che il mocassino Marcello indossa con grande disinvoltura». è uno stile décontracté quello di Gianvito Rossi che traccia i confini del nuovo modo di intendere il classico, dove se in principio era la francesina nera a dettare le regole, ora vediamo loafer e sneaker prendere la parola e affrancarsi dalle realtà casual e sportiva cui siamo stati abituati a vederle. «Troverei demodé e noiosa una persona che veste sempre allo stesso modo», dichiara il direttore creativo, «per me è importante sentirsi liberi di indossare che cosa si vuole a seconda dei diversi momenti, questo sarebbe un importante passo avanti».

 

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