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TEMPO BELLO

A DUBAI

Nessuno sgarbo alla Svizzera, ma un appuntamento itinerante da affiancare a un salone storico e istituzionale come Basilea per essere competititivi in un mercato ormai globale. Ecco il primo Lvmh Swiss Watch Manufactures Exhibition: dal 13 al 15 gennaio nell’emirato, poi nel 2021 a Shanghai e nel 2022 a New York o Miami

DI Ugo Bertone
Tempo medio di lettura: 3' 50''

Che la festa cominci. Il 2020 si annuncia radioso per i destini di Bernard Arnault, redivivo re Sole alla guida del lusso. Gli analisti finanziari stanno rivedendo la classifica dell’hard luxury, il comparto a maggior valore aggiunto, comprendente orologi e gioielli che, complice l’acquisizione di Tiffany, vede oggi Lvmh in testa con una quota del 18% del mercato mondiale, in attesa della risposta di Richemont, da sempre il numero uno. E i quattro moschettieri di re Bernard, i mastri orologiai delle Maison Bulgari, Tag Heuer, Hublot e Zenith disporranno senz’altro di una cornice adeguata nella nuova Versailles, cioè la Samaritaine, che il gruppo, la più importante realtà quotata sui mercati finanziari d’Europa con una potenza di fuoco di 400 miliardi di euro, si accinge ad aprire in primavera dopo quasi 30 mesi di restauro e 750 milioni di euro di investimento: l’iconico edificio dei celebri grandi magazzini chiusi nel 2005, situato nel cuore di Parigi, riapre con un concept store di 20mila metri quadri gestito dalla divisione luxury travel retail di Lvmh, un hotel Cheval Blanc 5 stelle con 72 camere, 96 alloggi popolari, uffici e un asilo nido.

In questa cornice s’inquadra una novità a suo modo rivoluzionaria: i marchi del tempo di «B.A.» (le iniziali che accompagnano i documenti firmati dal secondo uomo più ricco del pianeta) hanno scelto di inaugurare l’anno sfilando da soli a gennaio, in largo anticipo su Basilea. Non solo. La kermesse non si terrà in terra elvetica, bensì a Dubai, nel cuore della winter season, il momento più frequentato dal turismo che sceglie il Golfo. Insomma, a prima vista, una sfida bell’e buona agli equilibri tra i Grandi del mercato, che s’inserisce in una stagione percorsa da eventi a loro modo straordinari: la protesta di Hong Kong, l’esplosione dell’e-commerce e l’espansione del mercato delle compravendite di «secondo polso». C’è da chiedersi se esista un fil rouge che lega queste iniziative al varo del primo salone delle manifatture orologiere svizzere di Lvmh? E perché scegliere una località così lontana dalla tradizione? Con quali novità? «Nessuna rivoluzione», dicono in coro Stéphane Bianchi, presidente della Divisione orologi di Lvmh, e Jean-Christophe Babin, presidente di Bulgari, bensì ragioni di opportunità dettate dal calendario. «In questi ultimi anni», spiega Babin, «tra Ginevra a gennaio e Basilea a marzo, le presentazioni importanti dei nostri prodotti durante il primo trimestre erano due. Svelare in anticipo le nostre strategie, i fatti di attualità e le novità permette a media e partner commerciali di pianificare meglio l’anno. Per questa ragione, per il 2020, abbiamo deciso di effettuare una programmazione più equilibrata degli altri eventi». Per Bianchi, poi, «non era più possibile attendere 13 mesi per una presentazione a livello globale dei nostri marchi e dei nostri prodotti. Il nuovo evento consolida ulteriormente l’impegno del gruppo a favore di un settore orologiero strategico e redditizio». Nessuno sgarbo alla Svizzera, dunque, semmai la convinzione che, di fronte a un mercato di dimensioni globali, fosse utile affiancare a un salone «storico e istituzionale» come Basilea un appuntamento itinerante «in cui saremo noi ad andare a trovare i clienti». «Si è deciso di ricominciare con Dubai», rivela Julien Tornare, ceo di Zenith, «poi, nel 2021 Shanghai e nel 2022 toccherà a New York o a Miami». Alla larga da Hong Kong, dunque. «No, il calendario è stato deciso prima dello scoppio della crisi», continua Tornare. «Le ragioni per scegliere Dubai non mancavano: il clima gradevole a gennaio e la posizione geografica, innanzitutto.

Julien Tornare, ceo di Zenith

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