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Un’accademia

non togata

Una full immersion di un weekend per trasferire e confrontare i saperi del buon gusto. Arbiter scende in campo con I segreti dello stile, un ciclo di incontri che ha inizio da Milano con un corpo docente di conoscitori

DI GIANCARLO MARESCA E ROBERTO PIGNONI - FOTO DI ANDREA VARANI
Tempo medio di lettura: 7' 55''

Il parterre dei relatori de «I segreti dello stile» che si terrà all’Hotel Carlton Baglioni di Milano il 14 e 15 settembre per una due giorni di incontri e conversazioni sulle varie declinazioni dell’arte di vivere al maschile senza dimenticare il gentil sesso: in primo piano, da sinistra, Giacomo Banzola, Tommaso Pandolfo Fanchin, Gianluca Sinisi, Roberto Pignoni e Mario Paolo Caiazzo; alle loro spalle, da sinistra, Giancarlo Maresca, Shara Banzola, Andreadomenico Giordano Massa de Capite e Antonino Ubaldo Caltagirone. Per informazioni: arbiter.it; isegretidellostile.it.

 

In veste di Elegantiarum Sub Editor di Arbiter ho insistito con il direttore affinchè la rivista parlasse, oltre che scrivere. Dunque, squarciare il velo della carta stampata e del web e consentire un ingresso diretto al suo piccolo mondo di personaggi, idee e conoscenze. Certo, ci sono i convegni del mercoledì in occasione di Pitti Uomo, ma pensavamo a una discesa in campo su un fronte più ampio. Probabilmente avremmo rimandato all’infinito il momento di fare sul serio se qualcuno non avesse pigiato i tasti giusti, mettendoci in moto. Sto parlando di Antonino Ubaldo Caltagirone, autore de I segreti dello stile. Il libro, con la sua schematicità, ha suscitato nei lettori tante domande che Nino si è posto l’obiettivo di dar loro risposta, ma non poteva farlo da solo. In effetti ci ha chiesto di credere a qualcosa in cui già credevamo e così ci siamo trovati pronti. In poche settimane abbiamo coinvolto un corpo docente di conoscitori, o per meglio dire maestri, col quale abbiamo già proposto a Napoli un weekend di verifica. Lo spirito è quello di un’accademia non togata, che vuole trasferire la sicurezza del sapere e non creare altri diplomati.

Un ambiente in cui i temi del grande gusto, quello che è e crea civiltà più di ogni legge, potessero essere trattati in totale autonomia dalle tentazioni commerciali, dalla pressione delle associazioni di categoria, dalla sete di like e dalla banale presunzione. Chi vorrà, il 14 e 15 settembre potrà vederci all’opera partecipando alla full immersion del weekend presso il Carlton Hotel Baglioni di Milano.

 

L’arte di vivere ad arte

Dalla filosofia dell’essere alla cravatta, dai profumi al sigaro, dai tessuti e le scarpe fino ai drink, al vino e al cibo. Sono 13 le sessioni, della durata ciascuna tra i 25 e i 60 minuti

 

A sinistra, Antonino Ubaldo Caltagirone e Giancarlo Maresca, ideatori de «I segreti dello stile»: il primo terrà la sessione da 30 minuti «Far capire chi siamo – Fondamenti di estetica relazionale, ovvero come farsi notare, ammirare, credere», il secondo «L’arte di vivere – Caratteri e storia della più biasimata e difficile delle arti» e «L’inverno sta arrivando – Carattere e linguaggio dei tessuti invernali maschili» (25 e 40 min).

 

Signori si nasce, gentiluomini si diventa. L’uomo ideale, l’Arbiter, è educato al bello e al gusto di viverlo, più ancora che collezionarlo. Ciascuno è diverso e unico, mai un modello che si possa imitare, buono per tutte le taglie, perché il suo stile viene dall’anima, dalle esperienze vissute, dalle vittorie e dalle sconfitte, dai rimpianti, dai danni che ha fatto in giro e soprattutto a se stesso. La vera eleganza è senza tempo e può essere rivelata da un dettaglio: un nodo di cravatta, una calzatura vissuta bene, un orologio che segna il tempo della memoria. Il gentiluomo lo si riconosce al primo sguardo dall’andatura sciolta ma sicura, da come saluta guardando dritto negli occhi, dalle mani curate o dal profumo che indossa.

 

Diletta Bianchi: suo «L’altra faccia della luna – Come pensano, cosa vogliono oggi le donne?» (40 min).

 

Il fascino discreto e la sensualità nascosta, ma non tanto che non emerga, fanno del suo savoir-faire una firma che appone su ogni gesto o parola. L’origine sociale conta poco, ciò che lo rende speciale sono le storie che ha vissuto sul campo o saputo ascoltare, altra attitudine che fa la differenza. Dalle notti nei deserti reali o morali, dalle poste che ha avuto il coraggio di scommettere, dai bicchieri di troppo e dalle avventure tra lenzuola scomposte. Quello che conta sono la nobiltà d’animo, la sobrietà, la cura. Trascuratezza e ostentazione non fanno per lui e tanto meno la millanteria, così comune nei luoghi di incontro virtuali e reali. Per riconoscere dei punti fermi cui fare riferimento bastano alcuni esempi tratti da film memorabili come Il grande Gatsby, La mia Africa, Ufficiale e gentiluomo, o grandi icone come Marcello Mastroianni, Cary Grant, Robert Redford. Se non trasmettiamo queste immagini ai nostri figli, saranno più esposti alla decadenza di una società che diffonde più immagini di bullismo che non di bontà, parola cancellata dal vocabolario mediatico. Anche per questo esistono giornali come Arbiter, che parlano di stili di vita, piuttosto che di vite di stile. Giovanni Papini scriveva ironicamente: «In principio erano i mezzomini, cioè mezze bestie che però, con l’andar del tempo, diventarono, almeno in parte, grandi uomini, cioè eroi.

 

 

Nei tempi moderni  sono spariti via via i gentiluomini, i valentuomini, i galantuomini, e ultimamente son quasi scomparsi perfino gli uomini. Ora son rimasti sulla scena i sottomini che stanno fantasticando intorno ai superuomini». Non tutti si rendono conto che la tradizione non è guardare indietro. Il tradizionalista è il primo e spesso l’unico ribelle contro il conformismo, l’omogenizzazione, l’appiattimento, la riduzione degli uomini in gregge. In questa battaglia Arbiter, che è stato in prima linea sin dal primo giorno, schiera un’arma segreta, I segreti dello stile, appunto, che non è solo il titolo del libro scritto dal talentuoso Antonino Ubaldo Caltagirone, ma anche il percorso pratico e speculativo ideato insieme al bellicoso Franz Botré e al visionario Giancarlo Maresca. Lo scopo è mettere coloro che hanno piacer a sentir parlare del gusto a contatto con chi sui suoi singoli aspetti ha molto da dire, avendo consacrato loro la vita. La prima uscita ufficiale sarà un weekend in cui si alterneranno a ritmo serrato relatori e argomenti. Nessun insegnante che detti regole, semmai qualche maestro in grado di distillare dei principi.

 

In questa pagina, relatori, temi e durata delle sessioni: 1. Tommaso Pandolfo Fanchin, «I sani principi – Come si comporta un gentiluomo e cosa non farebbe mai» (30 minuti). 2. Marco Tonelli, «La lingua invisibile 1 – Gli archetipi olfattivi maschili: il controllo (Giove); la seduzione (Apollo); la forza (Marte); l’intraprendenza (Mercurio)» (50 min) e «La lingua invisibile 2 – Gli archetipi evocati dai profumi. Seconda parte: l’eterno femminino, l’amazzone; concubina, principessa, dea. 3. Gianluca Sinisi, «Fior da fiore – Come si valuta e si sceglie un sigaro tra tanti (40 min)». 4. Mario Paolo Caiazzo, «Sculture per un giorno – I nodi da cravatta e il loro linguaggio» (40 min). 5. Roberto Pignoni, «Roba da grandi – Storie di grandi uomini e grandi drink» (50 min). 6. Giacomo e Shara Banzola, «Mettiamoci le mani – Tutti calzolai in meno di un’ora!» (60 min). 7. Paolo Wicht, «In tutte le salse – Storia, geografia e segreti delle salse classiche internazionali» (50 min). 8. Andreadomenico Giordano Massa de Capite, «I falsi miti – Demolizione dei principali pregiudizi sui caratteri che determinano la qualità di un vino» (50 min).

 

 

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