E non dite che siamo piccoli

I Menuder, che in dialetto brianzolo significa «i minuti», sono sempre stati soprannominati con questo appellativo: ma nella loro lunga tradizione di famiglia hanno dimostrato di saper essere dei grandi artigiani

La calzatura fatta a mano su misura è un’opera d’arte: si parte da un’idea e in oltre 30 ore di lavoro si arriva al prodotto finito. Richiede tempo, sensibilità e manualità». La famiglia Barzaghi, di Giussano, nell’operosa Brianza, è nota da un secolo in paese come «i Menuder», che in dialetto locale significa «i minuti», in riferimento alla loro corporatura esile. Caratteristica ereditaria, come l’ars sutoria. Oggi la stirpe è ben rappresentata da Emanuele Barzaghi, 40 anni, quarta generazione alla guida della calzoleria di famiglia chiamata per l’appunto Menuder, in omaggio alla tradizione. «Il soprannome lo diedero ai miei nonni, come si usava all’epoca», racconta Emanuele. «Anche se in verità a iniziare con l’attività di calzolaio fu il mio bisnonno Giuseppe, che gestiva con un socio una bottega a Milano a fine ’800. Era un appassionato di musica, suonava nella banda del paese, e quando fu stanco di fare la spola tra la Brianza e la metropoli decise di lasciare il negozio all’amico e di mettersi in proprio nella sua Giussano. L’attività come la conosciamo oggi, battezzata Menuder, venne sviluppata da suo figlio Angelo, mio nonno, cui seguirono mio zio Gianfranco, che mi dà ancora una mano, e mio padre Alberto, ormai in pensione». Emanuele è cresciuto in bottega, si è appassionato e all’età di circa 20 anni è stato iniziato all’arte. «Come in tutti i mestieri non si smette mai di imparare», precisa. «Oltre ad avere a disposizione la bottega di famiglia, ho anche avuto la fortuna di conoscere uno dei più grandi maestri, che lavorava per le maggiori calzolerie milanesi. Poi mi piace pensare di averci messo qualcosa del mio».

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