E il Puma salì sulla Porsche…
DI Alberto Gerosa
Tempo Medio Di Lettura: 12' 10''

Foto ©: Franziska Krug.

 

Viviamo nell’epoca delle contaminazioni. Le distinzioni tra le culture, le classi sociali, in certo senso persino tra i sessi tendono oggigiorno a fondersi. L’abbigliamento non fa difetto a una simile tendenza, con le città che si delineano come laboratorio ideale per ripensare viete distinzioni che vedono lo stile formale dell’ambiente lavorativo nettamente contrapposto a quello casual del tempo libero. Entrambe alla ricerca dell’alchimia ideale tra elementi così antitetici, Porsche Design e Puma hanno stretto a partire dallo scorso febbraio un’alleanza strategica che vede nella nuova collezione primavera/estate 2019 di abbigliamento sportivo un distillato paradigmatico. L’intento era quello di unire l’approccio ingegneristico, di classe ma non «ingessato» tipico delle creazioni di Porsche Design con l’esperienza di Puma nell’ambito dello sportswear.

 

Nella foto: da sinistra, Jan Becker, ceo di Porsche Design Group, Roland Heiler, managing director dello Studio F. A. Porsche, Torsten Hochstetter, global creative director di Puma e Bjoern Gulden, ceo di Puma. Foto ©: Franziska Krug.

 

Il risultato si è visto in una piovosa sera berlinese di fine febbraio (a fare gli onori di casa Jan Becker e Bjørn Gulden, ceo rispettivamente di Porsche Design Group e di Puma), dove le pesantezze fatte di calcestruzzo e laterizio della vecchia fabbrica del ghiaccio – il cosiddetto «Kühlhaus» – hanno contrappuntisticamente fatto da sfondo alle aeree evoluzioni di street dancer vestiti con i capi della nuova collezione. Il talento acrobatico è stato sicuramente il principale motivo dei loro salti iperbolici, nondimeno le tute e i giubbini hanno di certo fatto la loro parte. 

 

 

Anche se le pesantezze fatte di calcestruzzo e laterizio del Kühlhaus non avessero fatto scudo alla pioggia di quella sera berlinese di fine febbraio, capi come i pantaloni Sweat Pants, il parka Evoknit RCT e la giacca RCT Thermo -R+ si sarebbero sicuramente dimostrati formidabile baluardo, forti di tessuti impermeabili ed elasticizzati in funzione del grado di traspirazione o addirittura di tecnologie capaci di assorbire e rilasciare calore a seconda della temperatura raggiunta dalla pelle di chi ne fa uso. Nemmeno un centimetro quadrato di stoffa ha fatto resistenza all’impeto aerodinamico degli atleti del Kühlhaus, grazie al sapiente taglio di questi capi altamente tecnici. 

 

 

Calzature Porsche Design Speedcat Jamming, con tomaia in pelle di alta qualità e sistema di ammortizzazione mediante sferette RAW NRGY, visibili dall’intersuola trasparente.

 

Calzature dotate di tecnologia RAW NRGY come il modello Speedcat Jamming sono inoltre in grado di ammortizzare i richiami più drastici alla forza di gravità, con tutte quelle sferette bianche, nere e arancio che in maniera non troppo dissimile da un cuscinetto di sabbia sono stipate nell’intersuola trasparente, dalla quale risultano ben visibili. Adatte per gli scatti di carriera non meno che per quelli sulle pedane agonistiche, Speedcat Jamming hanno una tomaia in pelle di alta qualità, a differenza di quella ricamata del modello Hybrid Evoknit, dove le perline multicolori agiscono più discretamente all’interno della suola in schiuma speciale IGNITE, a garanzia di una comodità paragonabile a quella di una calza. Il tutto reso ancora più grintoso dalla presenza di cuciture nastrate e altri accorgimenti sempre, comunque rispondenti a un compito ben preciso, in questo caso la garanzia di un allenamento privo di zone di attrito. Perché, non dimentichiamolo, con Porsche Design e Puma ci troviamo nel Paese del Bauhaus, dove la forma è rigorosamente chiamata a seguire la sua funzione.

 

La giacca RCT Thermo -R+ e il parka Evoknit RCT, i cui punti di forza risiedono rispettiva-mente nella tecnologia di accumulo e rilascio del calore e nell’impiego di speciale tessuto traspirante Evoknit (foto ©: Franziska Krug)