Quando Q3 fa rima con coupé

La nuova Audi Q3 Sportback riprende i valori dell’ammiraglia Q8 e li propone su un Suv compatto dalla livrea sportiva. Abitabilità da modello di classe superiore e marcata digitalizzazione «machine learning»

DI Enzo Rizzo
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Una Q8 «zippata». Esteriormente. Internamente, invece, nessuna compressione, anzi: basta osservare il bagagliaio che parte da ben 530 litri, roba da vettura di classe e dimensioni superiori. È la Q3 Sportback, primo Suv compatto di casa Audi che può legittimamente rivendicare la paternità della Q8, è una trasposizione dei suoi valori sia dal punto estetico (dal montante C) sia da quello delle dotazioni. Si appone poi sul petto anche un’altra medaglia, quella di essere la prima Audi con la nuova griglia a nido d’ape. Lunga 4 metri e mezzo, larga 1,84 metri e alta 1,56 metri, ha un listino che attacca da 41.400 euro e le dimensioni della Q3 soltanto che è 1,6 cm più lunga e 2,9 più bassa; la larghezza, invece, resta invariata sulla Q3 Sportback per una forma d’insieme che esprime lo step più evoluto del linguaggio di design della casa dei quattro anelli e che prosegue sulla scia della Q8 anche dal punto di vista della contestualizzazione del prodotto. La Suv ammiraglia aveva infatti debuttato a Milano presso lo studio-museo Achille Castiglioni, architetto che si può considerare a pieno titolo tra i più grandi e influenti designer del Novecento; la Q3 Sportback ha debuttato sempre a Milano con un fashion show al teatro Armani, esordendo in passerella dopo una sfilata Emporio Armani più l’unveiling in prima mondiale della Rs Q3 Sportback da 400 cv, e con il test drive in quella terra dei sapori che è l’Oltrepò pavese e che confina con la provincia di Piacenza, la città natale di Giorgio Armani. Un messaggio chiaro espresso attraverso il linguaggio del fashion e del design, dunque qualità applicata al quotidiano e declinata nell’abbigliamento o nell’uso di oggetti che appartengono all’essere e al vivere nelle loro diverse forme. Tra questi, la Q3 Sportback: paraurti sportivi che allargano la sua presenza sulla strada, linea coupé, nuova calandra nera, sono solo alcuni indizi della natura dinamica della vettura che in strada predica sportività, nell’abitacolo comfort e versatilità: su tutti il divano posteriore che scorre longitudinalmente di 13 centimetri. Ma gli interni si caratterizzano anche per una marcata digitalizzazione (display touch, Audi virtual cockpit e comando vocale) che va nella direzione di un uso dell’auto come se fosse uno smartphone e dell’interazione uomo/vettura con una forma di apprendimento evoluta, ossia impara dall’uso della persona (machine learning) memorizzando percorsi, stili di guida e altre informazioni.

A proposito di informazioni: il display in centro plancia di 12,3 pollici combinato con il cruscotto digitale da 10,25 pollici ti proietta in una nuova dimensione multi informativa che vanta un esteso collegamento in rete declinato nei servizi Audi Connect (info online su traffico, info sui parcheggi, notiziari sempre online come accessi alla posta elettronica e a Twitter) e nell’assistente vocale Amazon Alexa, integrato nel sistema Mmi e basato sul cloud che consente di accedere ai servizi disponibili da casa.

Il concetto di tecnologia amica che si riscontra a bordo si ritrova anche in strada per cui tutti i sistemi di assistenza alla guida sono disponibili sulla Q3 Sportback. Quindi il piacere di guida è assicurato, l’occhio è appagato dall’estetica ricercata e dalla qualità dei materiali, la passione è soddisfatta dall’assetto e da uno sterzo progressivo che asseconda la motorizzazione 2.0 Tdi da 150 cavalli (versione 35 Tdi) a cui si aggiungeranno presto i benzina 1.5 da 150 cv (35 Tfsi), anche mild-hybrid, e 2.0 Tdi da 190 cv (40 Tdi). C’è anche un benzina 2.0 Tfsi da 230 cv (45 Tfsi) per gli intenditori e i puristi mentre la trazione è anteriore o integrale Quattro. I chilometri con la 35 Tdi Quattro e cambio S-tronic percorsi in un tracciato misto che coinvolto autostrada, statali, centri abitati, strade di campagna e persino un sugestivo ponte di chiatte come quello di barche di Bereguardo (Pavia) che ha esaltato il comfort e la capacità di assorbimento delle sospensioni, sono ricondurre a una sola parola: equilibrio, un concetto non facile da raggiungere automobilisticamente.